Informazioni

Mi chiamo Giusy, sono nata nel 1991 sotto il segno del Leone e vivo in un paesino siciliano che sorge ai piedi di una collina, conosciuto nei dintorni come città dell’Agnello pasquale, dolce tipico che, da buona nota fuori dal coro quale sono sempre stata (se in positivo o in negativo, non ne ho idea!) a me, onestamente, non è mai piaciuto.

“Cosa ti piacerebbe fare da grande?” Quando avevo, più o meno, dieci anni, era questa la domanda che bisognava pormi per farmi stare zitta, o comunque, per mettermi in crisi. Eppure non era così difficile, avrei potuto sparare una risposta a caso – giusto per risparmiare quella faccia perplessa al mio interlocutore di turno e convincerlo che realmente fosse così – ma si sa, l’indecisione è donna. E qui non si discute: lo dice anche la nostra cara (e martoriata) grammatica italiana.

A undici anni, più o meno, ricevetti il mio primo diario segreto, in regalo da parte di un’amica. Entusiasta ed affascinata da quell’oggetto fino ad allora sconosciuto, ma, allo stesso tempo, quasi magico per me, iniziai a popolare di parole quelle pagine bianche. Era immediata la sensazione di libertà che seguiva ogni frase (veritiera o meno) buttata di getto su quei fogli. Che meraviglia, per la bambina timida e introversa che sono stata, poter trovare sfogo su un oggetto che, per altri, era probabilmente di poco conto, soprattutto a quell’età.

Nonostante di anni ne siano passati quattordici, e la coerenza non sia mai stato il mio forte, questa forte ed incontrastata passione non mi abbandona. Qualche racconto e diverse poesie nel cassetto, contribuiscono a torturarmi i polsi, ma anche a non mandare in letargo l’encefalo.

Probabilmente qualcuno si chiederà perché un blog che ha “preso casa” su internet, e che prende quindi vita grazie a parole partorite da una tastiera, si chiami così. O magari non se lo chiederà nessuno e questa ipotesi rimarrà una delle mie solite pippe mentali. Ma nel caso in cui avessi indovinato: giusta osservazione!
Inchiostro macchiato, vuole essere una sorta di gioco di parole, se vogliamo. La mattina, appena svegli, la prima cosa a cui, solitamente, si pensa non è forse la colazione? Una buona tazza di latte, caffè, o cappuccino macchiato, è l’ideale per iniziare la giornata. Nella mia testa, già da quando apro le palpebre al mattino, farfugliano parole sparse che non aspettano altro che essere ricomposte. Con questo binomio, volevo unire due delle mie più grandi passioni (cibo e scrittura, appunto).

Okay, adesso che l’ansia da presentazione è superata, non mi resta altro che augurare una buona permanenza a chi si ritroverà (si spera) a fare un salto nella mia piccola “comfort zone”!