Inconsapevoli dipendenze

tumblr_nakndje45Q1rtynt1o4_1280-1

La notte scorsa, io e le parole abbiamo litigato. Come una coppia di coniugi stanchi, ci siamo contesi la parte calda del piumone, fino a quando non hanno deciso di darmela vinta e sparire, come in un potente incantesimo di magia.

La verità è che sono diventate degli ospiti indesiderati, da quando hanno cominciato a bussare alla mia porta negli orari più improbabili. Come il più cieco degli innamorati, ho messo da parte ogni altra cosa, pur di lasciarle primeggiare: sonno, fame, impegni quotidiani. Bastava il richiamo del loro campanello per annullare tutto il resto e lasciarmi trascinare dalla magia che erano in grado di creare. I sintomi erano simili a quelli scatenati da una dose d’eroina: la loro presenza mi donava sollievo momentaneo, ma l’assenza mi devastava. Così ho deciso di disintossicarmi, provando a farne a meno, per un po’.
«Ci dovrà pur essere un altro modo per comunicare con te, che sei così distante.» mi ripetevo. Ma i baci non ammettono distanze superiori ai dieci centimetri, e le mani, per quanto calde e morbide, non sono così elastiche da poterti raggiungere.
Allora ho provato a metterle in fila nel modo giusto, pur di convincerti a rincasare; ma loro, così testarde e ripiene d’orgoglio, sembravano tentarle tutte pur di non compiacermi, come bambini capricciosi che decidono di fartela pagare al momento meno opportuno perché ti sei rifiutato di giocare con loro.
Alla fine, abbiamo deciso di stabilire un accordo: io le avrei lasciate in pace e non avrei più chiesto loro alcun soccorso, a patto che si concedessero a me, per un’ultima volta. Ho chiesto ai piani alti di inviarmi un esercito di parole, affinché potessi comporre una di quelle opere lunghe come una guerra, che, per noia o stanchezza, nessuno legge fino alla fine, tranne colui a cui è stata dedicata. Non sono stati magnanimi come credevo; mi hanno imposto di accontentarmi di cinque lettere, a mio piacimento, come accade quando vieni licenziato dal lavoro e, per tenerti buono, ti concedono qualche briciola. È possibile racchiudere un sentimento entro cinque lettere, senza cadere nell’apparente banalità di un ti amo?
Cercherò di scoprirlo con tutti i mezzi che ho a disposizione.
Tu, intanto, per favore, torna.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...