Come fare ciò che ami e ottenere un buon guadagno

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Guadagnarsi da vivere assecondando la propria passione è il sogno di chiunque. Peccato, però, che il confine tra speranza e illusione sia veramente sottile, a volte. Ecco, di seguito, l’interessante punto di vista di Derek Sivers: scrittore, imprenditore di successo ed entusiasta studente della vita.

 

IL PROBLEMA:

Le persone che svolgono un lavoro che procura loro un buon guadagno, mi chiedono consiglio perché vogliono smettere e diventare artisti a tempo pieno.

Ma gli artisti a tempo pieno chiedono il mio consiglio perché trovano che sia impossibile guadagnare attraverso l’arte.

(Possiamo definire “arte” qualsiasi cosa tu faccia per esprimere te stesso, che sia il blog o qualsiasi altra cosa).

 

LA SOLUZIONE:

A entrambe le categorie, io prescrivo lo stesso stile di vita delle persone più felici che conosco:

  1. Avere un lavoro che sia ben pagato
  2. Dedicarsi alla propria arte per amore di essa, non per denaro.

 

GLI INGREDIENTI:

Equilibrio:

Avrai, di certo, sentito già parlare di equilibrio fra mente e cuore, o emisfero cerebrale destro ed emisfero cerebrale sinistro, o in qualsiasi altro modo tu lo chiami.

Tutti noi sentiamo la necessità di stabilità e avventura, certezza e incertezza, soldi ed espressione.

Troppa stabilità, e ti annoi. Scarsa stabilità, e sei devastato. Mantieni, dunque, un equilibrio.

Fai qualcosa per amore e qualcosa per denaro. Non cercare di affidare tutta la tua vita a una sola mansione.

In pratica, a questo punto, ogni metà della tua vita diventa il rimedio per l’altra.

Vieni pagato e godi della meritata stabilità per una parte della tua giornata, ma hai bisogno di quei momenti creativi che ti permettano di esprimere te stesso.

Così prosegui il tuo cammino in senso creativo, esponi al pubblico i tuoi vulnerabili tesori, provi la frustrazione causata dal rifiuto e dall’apatia, e allora desideri di nuovo la tua dose di stabilità.

 

LAVORO:

Sii brillante, e scegli qualcosa che ti permetta di guadagnare bene, affinché tu possa costruire un futuro solido.

Dai un’occhiata alle statistiche e fatti un’idea su ciò che è pagato bene nella tua zona e sulle esperienze richieste.

Probabilmente avrai bisogno di studiare alcuni anni per entrare in possesso delle poche capacità ben retribuite.

Leggi il libro “So Good They Can’t Ignore You” per altre valide riflessioni a riguardo.

Questa è una scelta di testa, non di cuore, dal momento che non stai cercando di fare del tuo lavoro la tua sola ragione di vita.

 

ARTE:

Perseguila in maniera seria. Prendi lezioni. Cerca di fare dei progressi settimanali. Continua a migliorarti, anche se lo stai facendo da decenni.

Se non fai progressi e non ti sottoponi ad alcuna sfida dal punto di vista creativo, l’equilibrio viene meno.

Tira fuori e metti in vendita i tuoi lavori, come un professionista. Trova dei sostenitori. Lascia che ti paghino. Crea una band e organizza alcune esibizioni per puro divertimento.

Ma questa mentalità è differente da quella di chi ha bisogno di denaro.

Non devi preoccuparti se non vendi. Non hai bisogno di accontentare il mercato. Non hai bisogno di scendere a compromessi con la tua arte, o di valutarla in base ai giudizi di qualcun altro.

Stai facendo questo solo per te stesso — fai arte per amore di fare arte.

E la stai pubblicando perché questa è una delle parti più appaganti, è importante per la tua identità e ti concede un buon riscontro su come migliorare.

 

AUTOCONTROLLO:

Il tuo principale ostacolo, in questa sorprendente vita, sarà l’autocontrollo.

Gestione della mente, affinché tu possa riuscire a lasciare il lavoro in ufficio e non portarlo a casa con te.

Gestione del tempo, affinché tu possa liberarti da dipendenze come i social o la visione di video e far sì che la tua arte sia la principale attività rilassante.

Leggi il libro Daily Rituals per conoscere interessanti riflessioni a riguardo.

 

RIFLESSIONI FINALI:

Quanto è bello non dover affidare al tuo lavoro la soluzione di tutte le tue necessità emotive.

Quanto è bello non macchiare qualcosa che ami con l’esigenza di ricavarci del denaro.

La gran parte degli artisti a tempo pieno che conosco, dedica solo una o due ore al giorno alla propria arte. Il tempo rimanente viene speso nella “spazzatura mondana” che sopraggiunge quando si pretende di tradurre l’arte in una carriera a tempo pieno. Quindi tralasciate la carriera artistica e date maggiore importanza all’arte.

Sono del tutto convinto che sarete in disaccordo con questo consiglio. Ma ho conosciuto più o meno un centinaio di persone a settimana, durante gli ultimi diciotto anni, di cui molti musicisti a tempo pieno e molti altri no, ma le persone più felici che io conosca sono quelle che riescono a dar vita a tale equilibrio. Questo, dunque, è il mio consiglio senza peli sulla lingua, dato solo perché le persone continuano a chiedermelo.

Non cercare di fare del tuo lavoro la tua intera vita.

Non cercare di fare della tua arte il tuo unico guadagno.

Lascia che ciascuno sia ciò che è, e fai del tuo meglio per stabilire un equilibrio tra i due, per una vita gratificante.

 

(Articolo in lingua originale.)

Traduzione di Giusy Pullara.

“La canzone di Marinella” di Fabrizio De André: quando la cronaca nera diventa musa ispiratrice di musica e poesia

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Spesso, l’azione di associare avvenimenti di cronaca nera a qualcosa di armonioso e nobile come l’arte, ci risulta difficile; eppure molte opere, che siano di carattere letterario, artistico o musicale, hanno preso vita proprio grazie a eventi tutt’altro che positivi.

Una tra queste è La canzone di Marinella, traccia appartenente all’omonimo album di De André.

«Non considero La canzone di Marinella né peggiore né migliore di altre canzoni che ho scritto. Solo che le canzoni si distinguono in fortunate e sfortunate. Probabilmente il fatto che Marinella facesse rima con parole come bella o come stella, l’ha resa più fortunata di altre.» racconta Faber in un’intervista del 1969.

Nel gennaio del 1953, viene ritrovato, tra le sponde del fiume Olona, il cadavere di Maria Boccuzzi. La storia della giovane che, dalla Calabria si trasferì a Milano insieme alla famiglia, in cerca di fortuna, è più attuale di quanto si pensi. Maria, una volta approdata in terra lombarda, si innamora di un giovane e fugge con lui, ma l’amore dura poco. La ragazza diventa una ballerina di varietà, ma a causa di un incontro con l’uomo sbagliato, si ritrova a fare la prostituta. Il suo corpo viene gettato, ancora vivo, nel fiume, dopo aver incassato ben sei colpi di pistola. Una realtà amara, che si scontra con i versi di De André che, anziché dipingere l’uomo come un carnefice, preferisce presentarlo ai nostri occhi come un uomo innamorato, che non accetta il tragico destino della sua amata:

“e lui che non ti volle creder morta

bussò cent’anni ancora alla tua porta.”

Le figure emarginate, considerate inferiori dal resto della società, hanno sempre occupato un ruolo centrale nei brani del cantautore. La canzone di Marinella, proprio come la celebre Bocca di Rosa, ci insegna che una prostituta, prima di essere tale, è una donna con ambizioni e sogni da realizzare, e anche lei ha il diritto di essere amata, nonostante l’ipocrisia tipicamente paesana, la dipinga come una schifosa che ha più clienti di un consorzio alimentare.

«La Canzone di Marinella non è nata per caso, semplicemente perché volevo raccontare una favola d’amore. È tutto il contrario. È la storia di una ragazza che a sedici anni ha perduto i genitori, una ragazza di campagna dalle parti di Asti. È stata cacciata dagli zii e si è messa a battere lungo le sponde del Tanaro e un giorno ha trovato uno che le ha portato via la borsetta dal braccio e l’ha buttata nel fiume e non potendo fare niente per restituirle la vita, ho cercato di cambiarle la morte. Così è nata la Canzone di Marinella, che se vogliamo ha anch’essa delle motivazioni sociali, nascostissime. Ho voluto completamente mistificare la sorte di Marinella. Non ha altra chiave di lettura se non quella di un amore disgraziato; se tu non racconti il retroscena è impossibile che uno pensi che all’origine c’era una gravissima problematica sociale. Certi fatti della realtà, soprattutto quand’ero giovane, mi davano un grande fastidio, allora cercavo di mutare la realtà.»

L’assassino di Maria non è mai stato trovato. La vicenda sarebbe finita nel dimenticatoio, insieme a tanti altri femminicidi, se De André non avesse deciso di trasformare in poesia un gelido caso di cronaca nera. Poesia che si conclude con un meraviglioso verso commemorativo, dedicato a tutte le donne che hanno subìto lo stesso triste destino della giovane Maria, nella fase più bella della loro vita:

“Questa è la tua canzone Marinella,

che sei volata in cielo su una stella

e come le più belle cose vivesti solo un giorno, come le rose.”