Perché “La Cura” di Battiato non può essere interpretata soltanto come una canzone romantica.

Battiato-foto-Giovanni-Canitano-2-620x465

Chi non conosce l’intensa melodia – accompagnata da un altrettanto articolato e profondo testo – di uno dei brani più noti ed apprezzati del Maestro Battiato? 

Una volta, su un blog, lessi un commento che, più o meno, diceva:

“E c’è, ancora, chi crede che questa sia una canzone sdolcinata”.

In una sola riga, quel tizio aveva smontato tutte le mie convinzioni a riguardo, eppure, dopo una ricerca dettata dalla curiosità di verificare se quella frase provocatoria fosse fondata o meno, mi resi conto che non aveva poi tutti i torti.

Ciò che è certo, è che l’elemento portante dell’intero componimento, sia l’amore.

Ascoltando la canzone, infatti, è possibile notare una serie di promesse di protezione da parte dell’uomo verso la donna amata, e di certo non è una chiave di lettura sbagliata. Ma siamo sicuri che questa interpretazione – nonostante sia sicuramente la più gettonata – sia l’unica da poter attribuire al brano?

Proviamo a soffermarci su alcuni degli estratti più significativi dalla canzone:

“Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore, dalle ossessioni delle tue manie. Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare”.

Certo, quando si è innamorati, ci si crede capaci di tutto, ma anche la persona più romantica del mondo, deve fare i conti con delle potenzialità limitate. Come può un essere umano alleviare i dolori di un altro con la sola forza della volontà, o addirittura impedire che questo invecchi, ad esempio?

“Conosco le leggi del mondo e te ne farò dono”.

Esistono indubbiamente miriadi di avvocati validi, che conoscono a memoria ogni tipo di legge. Ma chi può dire di conoscere tutte le leggi del mondo, se per qualsiasi essere umano esistono misteri inspiegabili?

La canzone è quindi una sorta di preghiera inversa, un Dialogo tra Dio (che parla) e l’uomo (che ascolta). Se, quando preghiamo, siamo noi a rivolgerci a Dio con la profonda convinzione che lui sia lì a prendersi cura delle nostre suppliche, in questo caso avviene l’esatto contrario: è Dio che parla all’uomo, a suo figlio.

Ecco, in sintesi, un’ulteriore interpretazione d’amore, inteso in senso più ampio, rispetto al classico amore carnale tra due persone.

In fondo, il bello della musica è proprio la libertà che ci lascia di colorare a nostro piacimento, le creazioni che riceviamo in dono dai nostri autori preferiti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...