I consigli ai giovani di Kurt Vonnegut.

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Kurt Vonnegut è considerato uno dei più grandi maestri della letteratura del Novecento. Difficile catalogarlo in un unico genere, considerata la sua abilità nel destreggiarsi tra opere fantascientifiche, humor nero, satira politica ed espressioni di carattere umanistico. Non amava preparare in anticipo i suoi discorsi, preferiva iniziarli con una battuta per mettere a proprio agio il pubblico.

Qui di seguito, ecco il discorso che lo scrittore, all’età di ottantacinque anni, rivolse ad alcuni studenti universitari americani.

“Se dovessi darvi un solo consiglio per il vostro futuro, allora vi direi: mettete gli occhiali da sole!

Perché i benefici dell’impiego a lungo termine degli occhiali da sole sono stati provati scientificamente, mentre tutti gli altri consigli che ho da darvi sono basati, nulla più, sulla mia vagolante esperienza.
Comunque eccoli.

Godetevi la bellezza e la forza della vostra giovinezza.
Fregatevene del resto.
Non capirete quella bellezza e quella forza se non quando se ne saranno andate.
Ma credetemi quando, fra vent’anni, guarderete le vostre vecchie foto, allora vi ricorderete, in un modo che adesso non potete nemmeno immaginare, quante possibilità c’erano dietro a voi e che fantastico aspetto avevate. Perché, sapete, non siete grassi come credete!

Non preoccupatevi del futuro. Oppure, preoccupatevene, ma sapendo che tanto è un gesto inutile. Non vi aiuterà più di quanto masticare un chewing gum vi possa aiutare a risolvere un problema di algebra.

I veri problemi della vita tendono ad essere cose che mai prima hanno incrociato le vostre preoccupazioni. Quel tipo di cosa che ti fulmina verso le quattro di un martedì qualunque.

Fate, ogni giorno, una cosa che vi spaventi.

Cantate.

Non siate avventati con i cuori degli altri, ma non tollerate chi è avventato con il vostro cuore.

E non perdete il vostro tempo con la gelosia.

Vi accadrà di essere in testa, altre volte indietro. È una corsa lunga, ma alla fine è una corsa solo con voi stessi però.

Ricordatevi dei complimenti che riceverete e dimenticate gli insulti.

Conservate le vecchie lettere d’amore.

Gettate via i vecchi estratti conto.

Stiratevi spesso!

Non sentitevi in colpa se non sapete cosa volete fare della vostra vita. Le persone più interessanti che conosco non sapevano cosa fare della loro vita quando avevano 22 anni. E alcuni dei più interessanti quarantenni che oggi io conosco non lo sanno ancora adesso.
Prendete molto calcio. Siate gentili con le vostre ginocchia, quando cederanno vi mancheranno!

Forse vi sposerete, forse no. Forse avrete dei bambini, forse no. Forse divorzierete a 40 anni, forse ballerete sul tavolo al party per le vostre nozze d’oro.

In ogni caso, non congratulatevi troppo con voi stessi e nemmeno state troppo a borbottare contro voi stessi.

Le vostre scelte saranno per metà frutto del caso, è così per tutti.

Godetevi il vostro corpo. Usatelo in tutti i modi che potete. Non abbiate paura di lui o di cosa la gente pensa di lui. È il più grande strumento che mai avrete.

Danzate, anche se non avete altro posto per farlo che la vostra camera.

Leggete le istruzioni per l’uso, anche se non le seguirete.

Non leggete le riviste di moda, vi faranno solo incazzare!

Sforzatevi di conoscere i vostri genitori, non potete mai sapere quando se ne andranno.

Siate gentili con i vostri fratelli e fratellastri. Sono il miglior legame che avete con il vostro passato e quelli che, più probabilmente, vi rimarranno attaccati nel futuro.

Cercate di capire che gli amici vanno e vengono, ma alcuni, pochi, è bene tenerli stretti.

Lavorate duro per costruire ponti sulla terra e nella vita, poiché più vecchi sarete più avrete bisogno di gente che vi conosceva quando eravate giovani.

Vivete a New York almeno una volta, ma andatevene via prima di diventare troppo duri.

Vivete in California almeno una volta, ma andatevene via prima di diventare troppo molli.

Accettate alcuni inevitabili verità, tipo: i prezzi saliranno, i politici avranno delle amanti e voi diventerete vecchi. Quando lo diventerete, vi verrà da fantasticare che ai vostri tempi i prezzi erano ragionevoli, i politici persone nobili e i figli rispettavano i genitori.

Ah!
Rispettate i vostri genitori.

Non aspettatevi aiuto da nessuno. Magari avete investito in azione sicure, magari avete una moglie sanissima ma non potete mai sapere quando tutto decide di andare storto.

Non sprecate troppo tempo con i vostri capelli! O quando avrete 40 anni vi sembrerà di averne 85!

E infine, guardatevi da quelli che vi danno consigli. Ma anche siate pazienti con loro. Dare consigli è un modo di avere nostalgia. È un modo di ripescare il proprio passato dall’oblio e di liberarsene.
Riverniciando le pareti brutte e dandogli un valore che prima non aveva.

E comunque alla fine, fidatevi di me, mettete sti occhiali da sole!”

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Perché “La Cura” di Battiato non può essere interpretata soltanto come una canzone romantica.

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Chi non conosce l’intensa melodia – accompagnata da un altrettanto articolato e profondo testo – di uno dei brani più noti ed apprezzati del Maestro Battiato? 

Una volta, su un blog, lessi un commento che, più o meno, diceva:

“E c’è, ancora, chi crede che questa sia una canzone sdolcinata”.

In una sola riga, quel tizio aveva smontato tutte le mie convinzioni a riguardo, eppure, dopo una ricerca dettata dalla curiosità di verificare se quella frase provocatoria fosse fondata o meno, mi resi conto che non aveva poi tutti i torti.

Ciò che è certo, è che l’elemento portante dell’intero componimento, sia l’amore.

Ascoltando la canzone, infatti, è possibile notare una serie di promesse di protezione da parte dell’uomo verso la donna amata, e di certo non è una chiave di lettura sbagliata. Ma siamo sicuri che questa interpretazione – nonostante sia sicuramente la più gettonata – sia l’unica da poter attribuire al brano?

Proviamo a soffermarci su alcuni degli estratti più significativi dalla canzone:

“Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d’umore, dalle ossessioni delle tue manie. Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare”.

Certo, quando si è innamorati, ci si crede capaci di tutto, ma anche la persona più romantica del mondo, deve fare i conti con delle potenzialità limitate. Come può un essere umano alleviare i dolori di un altro con la sola forza della volontà, o addirittura impedire che questo invecchi, ad esempio?

“Conosco le leggi del mondo e te ne farò dono”.

Esistono indubbiamente miriadi di avvocati validi, che conoscono a memoria ogni tipo di legge. Ma chi può dire di conoscere tutte le leggi del mondo, se per qualsiasi essere umano esistono misteri inspiegabili?

La canzone è quindi una sorta di preghiera inversa, un Dialogo tra Dio (che parla) e l’uomo (che ascolta). Se, quando preghiamo, siamo noi a rivolgerci a Dio con la profonda convinzione che lui sia lì a prendersi cura delle nostre suppliche, in questo caso avviene l’esatto contrario: è Dio che parla all’uomo, a suo figlio.

Ecco, in sintesi, un’ulteriore interpretazione d’amore, inteso in senso più ampio, rispetto al classico amore carnale tra due persone.

In fondo, il bello della musica è proprio la libertà che ci lascia di colorare a nostro piacimento, le creazioni che riceviamo in dono dai nostri autori preferiti.