Cinque ragioni polemiche per cui non diventerai mai uno scrittore di successo.

Sacrosanta verità.

Grado Zero

Tra tutte le passioni che potevi avere, la scrittura è la più stronza. Senza che storci il muso, se stai leggendo questo pezzo è perché avrai sicuramente digitato sul browser chiavi di ricerca come “diventare uno scrittore di successo” oppure “scrivere un best seller”. In realtà, forse, il romanzo non l’hai ancora scritto. Magari è solo un’idea che galleggia insieme a tante altre nella tua testa. Se è così, potrei consigliarti di non farlo, di cambiare mestiere, ma chi sono io per convincerti del fatto che trasformare la scrittura in un lavoro vuol dire combattere contro i mulini a vento?

Una volta mi dissero che scrivere è come innamorarsi: appena cominci, non riesci a farne a meno. E se credi sul serio in questa passione, se la senti bruciare nel petto e vivere di letteratura è l’unica cosa che vuoi fare, allora è bene che ti chiarisci subito le idee. Bisogna essere realisti, pubblicare…

View original post 1.071 altre parole

Annunci

15 suggerimenti di scrittura ispirati ai consigli di Stephen King.

Stephen-King

Ogni scrittore o scrittrice alle prime armi, pur essendo ben conscio/a della storia che ha intenzione di raccontare, sente le necessità di ispirarsi ai più grandi: coloro che, grazie al loro talento – ma anche alla capacità di sapersi distinguere dai colleghi – possiedono quegli ingredienti in più che li rendono differenti.

Nella lista dei più grandi di sempre, non poteva certo mancare il maestro Stephen King, autore di best-seller come Shining, It, Misery, The Stand, giusto per citarne alcuni.

Vediamo, allora, quali sono i consigli (a cui ho affiancato delle mie personali riflessioni) che, secondo King, un bravo scrittore dovrebbe seguire per arrivare dritto al cuore dei lettori.

1. Leggere, anziché perdere tempo a guardare la TV. Il famoso scrittore ha definito la televisione “veleno per la creatività”, meglio dedicarsi alla lettura di buon libro.

2. Non pretendere di accontentare ogni lettore a tutti i costi. Si sa, ognuno ha i propri gusti. E se per caso doveste essere criticati dal pinco pallino di turno, pazienza! Continuate a dare vita alla vostra storia. I pareri negativi non tolgono spazio agli apprezzamenti.

3. Scrivere prima per se stessi e poi per il pubblico: Uno degli errori che uno scrittore alle prime armi è soggetto a commettere, è probabilmente il desiderio di realizzare qualcosa che lasci tutti a bocca aperta. Aspirazione lecita, ma non bisogna dimenticare che la nostra storia deve essere in linea con i nostri pensieri. Scriviamo quindi di ciò che ci fa stare bene e facciamolo senza fingere.

4. Evitare troppe informazioni inutili. Okay, i dettagli saranno anche importanti, ma scrivere la lista della spesa non farà altro che far annoiare il lettore. Ne vale davvero la pena?

5. Rendere reali i personaggi. Il lettore è attratto dalle storie comuni, in cui potersi rispecchiare. Il lettore è alla continua ricerca di emozioni. Raccontante, dunque, eventi di vita quotidiana che le persone svolgono realmente, solo così si stabilirà un legame emotivo tra il vostro libro e chi decide di leggerlo.

6. Scrivere ogni giorno. L’ispirazione non arriva di certo a nostro piacimento. Anzi. A volte si fa desiderare come un boccale d’acqua fresca nel bel mezzo del deserto, ad agosto. È proprio per questo che bisogna cogliere l’attimo e assecondarla, quando decide di presentarsi. Ciò non significa, però, che la vostra attività di scrittura debba adeguarsi solo a lei, per quanto possa essere importante. Annotate, dunque, anche frasi brevi o idee interessanti che potrete sviluppare meglio in futuro.

7. Evitare di essere la brutta copia di un altro autore. Qualcuno, un giorno, disse che un buon autore oltre a leggere, leggere e ancora leggere, deve sapersi anche calare nella parte di “ladro”. Ma cosa intendeva, esattamente? Bisogna specificare che rubare non è affatto sinonimo di copiare; ma di essere in grado di immagazzinare, memorizzare e trarre spunto da ciò che è già stato realizzato in precedenza, per poi tradurlo a modo proprio, a seconda del proprio punto di vista.

8. Eliminare ogni distrazione durante la scrittura. Prestare orecchio a discussioni varie o a oggetti che possano rallentare la vostra attività non è quello che vi serve. Isolatevi da tutto e concentratevi completamente.

9. Non superare i tre mesi per la prima bozza: Secondo King, un lasso di tempo più elevato, potrebbe contribuire a farci sentire distanti dalla nostra opera. È consigliabile, quindi, cercare di darsi una scadenza che non vada oltre i tre mesi ed impegnarsi a rispettarla.

10. Non lasciarsi ossessionare dalla perfezione grammaticale. La grammatica è la base per ogni aspirante scrittore, e su questo non ci piove. Non rimanete, però, focalizzati solo ed esclusivamente su questa, perdendo di vista il vostro obiettivo: raccontare una storia coinvolgente, una di quelle che impediscano al lettore di spegnere l’abat-jour e abbandonarsi tra le braccia di Morfeo.

11. Non trascurare la vita privata. Uno scrittore sentimentalmente appagato, sarà più propenso a trasferire su carta le proprie emozioni, rendendole quindi credibili agli occhi del lettore, rispetto ad autore apatico, insipido. È importante, dunque, concentrarsi sulla scrittura, senza lasciare, però, che questa tolga spazio a tutto il resto.

12. Evitare avverbi di troppo e paragrafi lunghi. A livello visivo, soprattutto quando la pigrizia ci invade, siamo tutti un po’ ostili nei confronti dei paragrafi eccessivamente lunghi, ammettiamolo! Evitiamo, quindi, di dilungarci più del dovuto e di esagerare con gli avverbi, potremmo risultare noiosi.

13. Scavare a fondo per raccontare le cose importanti. Ci sono cose che non possono essere spiegate a parole. Eppure, con la giusta esercitazione, imparando ad addentrarsi negli abissi della propria anima, è possibile tirarle fuori, senza sminuirle. Armatevi quindi di pala e… scavate, anche senza pala!

14. Non utilizzare parole incomprensibili. Il nostro linguaggio è forbito e vogliamo che chiunque ci legga ne sia a conoscenza? Okay, ma non troppo. Ricordiamoci che la lettura deve essere un piacere, un momento di relax. Non vorrete mica che i vostri lettori non possano leggervi senza un vocabolario alla mano e, di conseguenza, utilizzino il vostro libro per il falò di ferragosto subito dopo aver letto l’incipit?

15.  Una volta finito il libro, fate una pausa. Secondo King, rileggere ciò che abbiamo scritto dopo sei settimane di pausa, con la mente libera, può rivelarsi utile per rendersi conto di eventuali mancanze che ci erano inizialmente sfuggite. Una volta superata la fase di “cotta iniziale” per il nostro manoscritto, saremo in grado di affrontare la revisione in maniera più distaccata e di individuare quei refusi a cui non avevamo fatto caso durante la prima stesura. Assumiamo il ruolo consolidato di moglie che, certamente, rispetto a una novella sposa, è in grado di individuare un numero maggiore di difetti nel proprio marito!