Cosa fare quando l’apatia diventa uno stile di vita.

rain_by_awetzelFermiamoci un attimo ad analizzare la frase “non sento più nulla”. Può provenire dalla bocca di un adolescente alla sua prima delusione amorosa, ma anche da quella di una persona adulta che lotta, giornalmente, contro la propria apatia. Poco importa. Nessuno dei due casi è meno credibile dell’altro. Già, perché, molto spesso, quando una persona a noi cara ci dice di star male fisicamente, la prima cosa che facciamo è consigliarle un buon medico, affinché risolva il problema. Ma accade lo stesso quando qualcuno ci dice di non sentire più le emozioni? Consideriamo quel “disturbo”, se così si può definire, quasi una sorta di lamento, e invitiamo la persona che ne è affetta a preoccuparsi di faccende più importanti. In questo modo, non stiamo facendo altro, che alimentare la sua impassibilità, facendole credere che non ci sia nulla da fare per migliorare la propria condizione.

A chi non è mai capitato di attraversare un periodo buio, e di conseguenza desiderare di ridurre le serate trascorse in compagnia di amici o conoscenti, per ritagliarsi un po’ di tempo per sé stesso, finendo, però, per isolarsi? Certo, non sempre la compagnia è la soluzione adatta, specie se si tratta di uno di quei giorni in cui ci si sente incompresi anche dalle persone care, ma, è anche vero che la solitudine non è la soluzione. 

E’ importante, però, fare una distinzione tra depressione e apatia: mentre la prima è considerata una malattia (per essere precisi, la malattia che spaventa di più dopo il cancro), caratterizzata spesso da stati d’animo negativi che, spingono ad un’inevitabile assenza di positività, l’apatia è una condizione meno preoccupante, in quanto, chi è apatico non sta male, semplicemente è indifferente a ciò che lo circonda.

Il contrario dell’amore non è l’odio, ma l’apatia. Posso affrontare l’odio, posso affrontare la collera, posso affrontare la disperazione, posso affrontare chiunque senta qualcosa, ma non posso affrontare il niente.

Leo Buscaglia.

Come rimediare?

  • La prima cosa da fare è, senza dubbio, cercare di riattivarsi, riscoprendo le proprie emozioni attraverso una prospettiva diversa rispetto a quella precedentemente adottata (E’ successo qualcosa di brutto? Non fossilizzatevi su quella delusione, pensando che sarà sempre così, ma agite nuovamente con lo spirito di arrivare ad una conclusione positiva).
  • Non chiudetevi in voi stessi. Coltivate un nuovo hobby, magari iniziando a frequentare una palestra. In questo modo, oltre a sentirvi più soddisfatti della vostra forma fisica, potete anche intraprendere nuove conoscenze che potrebbero arricchire la vostra vita, e, perché no, magari anche incontrare l’amore!
  • Ponetevi degli obiettivi, non importa se a primo impatto sembrano irrealizzabili. Il primo passo, in qualunque campo, è sempre quello di mettersi in gioco. Avete la passione per la cucina? Iscrivetevi ad un corso. In fondo, anche i chef stellati sono stati dei semplici allievi, prima di diventare dei veri e propri professionisti.
  • Prendete in considerazione l’idea di andare da un terapeuta. Parlare con uno sconosciuto, libero da legami emotivi verso la nostra persona, è indubbiamente più facile che sfogarsi con un amico o un familiare che potrebbe preoccuparsi più del dovuto nel vederci particolarmente giù. Il terapeuta non ci conosce, inoltre, essendo un esperto del mestiere, non si allarmerà, di conseguenza, sarà più semplice e liberatorio esporgli la nostra situazione.
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